From Live Concert "Gracias a la vida!" dedicated to Joan Baez on 31/5/07, Teatro Sancarluccio, Naples, Italy.With Susanna Canessa, voice and guitar - Annie Pempinello, actress - The Vediol's Brothers Band (Brunello Canessa, bass and voice-Massimo Curcio, electric guitar-Francesco De Laurentiis, violin-Leopoldo Brancaccio, drums
Mescolare la vicenda del Brunello di Montalcino con i casi di vino all'acido è profondamente sbagliato. I settanta milioni di litri di vino adulterati con sostanze nocive e non hanno niente a che vedere con la vicenda che ha coinvolto 4 viticoltori sui 250 che producono il Brunello. L'accusa riguarda l'ipotesi che il disciplinare del Brunello sia stato in parte aggirato impiegando vitigni di Cabernet, Merlot, Sauvignon (la Docg prevede invece il 100% di Sangiovese). Vicenda grave, ma che non comporta alcun rischio per la salute. Sono necessari severità e rigore nei controlli, ma anche senso di responsabilità nei confronti di migliaia di produttori e lavoratori che operano nel rispetto delle regole e hanno investito per valorizzare sempre più la qualità. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare, e anche la Regione nel caso venissero accertate responsabilità prenderà tutte le iniziative per tutelare in ogni sede l'immagine della Toscana. Confido nell'operato della magistratura e chiedo risposte rapidissime.
Wenige Kilometer außerhalb von dem verschlafenen Örtchen Sant Angelo in Colle liegt das Gut der Lisinis. Signora Elina Lisini, hochbetagt, ist immer noch präsent. Die Geschäfte hat aber längst der Sohn übernommen. Die Weine von Lisini gehören zu der kleinen, exklusiven Spitzenklasse im Brunello. Das Problem ist die geringe Menge. Lisini macht nicht einmal 20.000 Flaschen Brunello, die weltweit begehrt sind. Jedes Jahr von neuem kämpfen wir um größere Mengen, um Ihre Wünsche zufrieden stellen zu können. Franco Bernabei ist der Önologe der Azienda Lisini, in seinen Brunello steckt er viel Arbeit und hat hohe Qualitätsansprüche.
In 2001, the well-recognized American magazine "The Wine Spectator", often referred to as the "wine-bible", elected a Brunello di Montalcino "The best wine in the world".
L'annata più piovosa e particolare dell'ultimo decennio ci regala un Brunello a dir poco sorprendente per eleganza morbidezza e piacevolezza di beva. A 6 anni dalla vendemmia il 2002 di Col d'Orcia è senza sbavature con acidità interessante ma non aggressiva, tannini fini ma presenti e ben maturi, un alcol misurato e una souplesse invidiabile. Da bere adesso senza problemi per la piacevolezza notevole che esprime in tutte le sue componenti. Certo non è potentissimo e non ha tanto allungo ma il naso è di una eleganza incredibile per un 2002 e in bocca è più vivace e carnoso di quanto si poteva sperare. Del resto, vi ricordo che a Col d'Orcia erano stati molto in dubbio fino all'utlimo di produrre persino il Poggio al Vento nel 2002 date le condizioni molto buone delle uve. Si è poi deciso di uscire con una Riserva 2002 che ha stupito (nello sgomento generale) a Benvenuto Brunello 2008 e che potremo bere da Ottobre. Altra ed ennesima riprova che i grandi vini e i grandi vitigni sanno leggere il millesimo e adattarsi benissimo.